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PASTICCERIA  BAR  BRESSAN
 P.I.V.A.01034270254 - C.F. GRNNLE76C15G642P - Privacy e info
PRODOTTI PASTICCERIA - BAR
DOVE SI TROVA S.Stefano di Cadore  - Via Udine, 11
CONTATTI Tel. 0435 62253
Pasticceria Bar Bressan, a Santo Stefano di Cadore. Era il 1953 quando la Pasticceria Bar Bressan nacque da un’ idea di Bressan Elda, che coadiuvata dal marito Buzzo Saler Tita, aprì l’attività in Vicolo Venagli “ Piazza Roma Santo Stefano di Cadore”, producendo pasticceria tradizionale. Apprezzati dai clienti furono il tiramisù nel bicchiere, lo strudel, la torta sabbia, i dolci da cerimonia, in particolare il Saint Honorè decorato con lo zucchero filato e il gelato al mirtillo. Nel 1980 la gestione passò al figlio Buzzo Giorgio, che aumentò e diversificò la produzione introducendo i semifreddi “come la torta di ricotta”, i bignè allo zabaione, il gelato al mirtillo usando i prodotti locali, dolci con frutta fresca. Quest’ultimi, assieme al gelato al mirtillo, furono serviti durante il convivio con il Papa Giovanni Paolo II nel 1987 in Val Visdende. Nell’ Aprile del 2016 c’è stato il trio ricambio generazionale con il subentro di Buzzo Alessio, diplomato all’ ALMA, Scuola di Cucina Italiana (fondata dal Maestro Gualtiero Marchesi). Durante la formazione è stato seguito da famosi Chef quali Matteo Berti, Walter Masut, Alessandro Masia, Antonio Ranieri, Davide Comaschi, Danilo Freguja, Maurizio Santin. Ha concluso il percorso con uno stage presso la Patisserie dello chef Acherer Andreas, unico membro non svizzero della prestigiosa Chaine Confisseur e membro dei Relais Desserts.
ORARI Dalle 7:30 alle 20:30 In estate dalle 7:30 alle 21:00
GIORNO CHIUSURA Mercoledì. In stagione sempre aperto.
“La mia idea di pasticceria è un misto che prende spunto dalla tradizione italiana a quella belga passando per la francia. Una vetrina dove si possono trovare paste della tradizione, monoporzioni di mousse, lievitati, cake, macaron, cioccolatini, torte secche e molto altro, sempre garantendo al cliente la massima freschezza e qualità del prodotto.” La pasticceria è di per sé scienza, sta al pasticcere farla diventare arte.                                         (Gualtiero Marchesi) Le mie cinque vocali: “Amore”, che significa tanta passione per questo mestiere, una dedizione senza limiti e un adeguato spirito di sacrificio. “Educazione”, che vuol dire risettare. La materia prima. Chi ti insegna qualcosa. I collaboratori. L’ospite. La gente in generale. Le idee altrui. Insomma, non pestare i piedi. “Intraprendenza”, ossia ambizione. Come preferite, ma sana. In altre parole dettata dall’intelligenza. “Obbedienza”, ai Maestri. Alle stagioni. Alle regole. Quelle che ci insegnano e quelle che ci diamo da soli. Al nostro “sentire”. “Umiltà”, prima per imparare. E poi anche nell’istruire, quando si è in grado di farlo, ma senza tiranneggiare. Condividere con gli altri soddisfazioni e delusioni. Le classiche gioie e dolori, alla fine. E i buoni risultati. Non sputare mai nel piatto in cui si mangia. Criticare, sì. Ma senza prevaricare. Senza offendere o umiliare.                                                (Davide Oldani)
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Pasticceria Bar Bressan, a Santo Stefano di Cadore. Era il 1953 quando la Pasticceria Bar Bressan nacque da un’ idea di Bressan Elda, che coadiuvata dal marito Buzzo Saler Tita, aprì l’attività in Vicolo Venagli “ Piazza Roma Santo Stefano di Cadore”, producendo pasticceria tradizionale. Apprezzati dai clienti furono il tiramisù nel bicchiere, lo strudel, la torta sabbia, i dolci da cerimonia, in particolare il Saint Honorè decorato con lo zucchero filato e il gelato al mirtillo. Nel 1980 la gestione passò al figlio Buzzo Giorgio, che aumentò e diversificò la produzione introducendo i semifreddi “come la torta di ricotta”, i bignè allo zabaione, il gelato al mirtillo usando i prodotti locali, dolci con frutta fresca. Quest’ultimi, assieme al gelato al mirtillo, furono serviti durante il convivio con il Papa Giovanni Paolo II nel 1987 in Val Visdende. Nell’ Aprile del 2016 c’è stato il trio ricambio generazionale con il subentro di Buzzo Alessio, diplomato all’ ALMA, Scuola di Cucina Italiana (fondata dal Maestro Gualtiero Marchesi). Durante la formazione è stato seguito da famosi Chef quali Matteo Berti, Walter Masut, Alessandro Masia, Antonio Ranieri, Davide Comaschi, Danilo Freguja, Maurizio Santin. Ha concluso il percorso con uno stage presso la Patisserie dello chef Acherer Andreas, unico membro non svizzero della prestigiosa Chaine Confisseur e membro dei Relais Desserts.
“La mia idea di pasticceria è un misto che prende spunto dalla tradizione italiana a quella belga passando per la francia. Una vetrina dove si possono trovare paste della tradizione, monoporzioni di mousse, lievitati, cake, macaron, cioccolatini, torte secche e molto altro, sempre garantendo al cliente la massima freschezza e qualità del prodotto.” La pasticceria è di per sé scienza, sta al pasticcere farla diventare arte.                                         (Gualtiero Marchesi) Le mie cinque vocali: “Amore”, che significa tanta passione per questo mestiere, una dedizione senza limiti e un adeguato spirito di sacrificio. “Educazione”, che vuol dire risettare. La materia prima. Chi ti insegna qualcosa. I collaboratori. L’ospite. La gente in generale. Le idee altrui. Insomma, non pestare i piedi. “Intraprendenza”, ossia ambizione. Come preferite, ma sana. In altre parole dettata dall’intelligenza. “Obbedienza”, ai Maestri. Alle stagioni. Alle regole. Quelle che ci insegnano e quelle che ci diamo da soli. Al nostro “sentire”. “Umiltà”, prima per imparare. E poi anche nell’istruire, quando si è in grado di farlo, ma senza tiranneggiare. Condividere con gli altri soddisfazioni e delusioni. Le classiche gioie e dolori, alla fine. E i buoni risultati. Non sputare mai nel piatto in cui si mangia. Criticare, sì. Ma senza prevaricare. Senza offendere o umiliare.                                                (Davide Oldani)